La torta angelica rappresenta una delle creazioni più iconiche delle sorelle Simili, celebri pasticcere bolognesi che hanno rivoluzionato l’arte dolciaria italiana. Questo dolce straordinario, dal nome evocativo che richiama la sua leggerezza celestiale, incarna perfettamente la tradizione emiliana unita a una tecnica impeccabile. La ricetta originale, gelosamente custodita per anni nella loro pasticceria, si distingue per la sua consistenza soffice e il profumo inconfondibile di mandorle e vaniglia. Preparare questa torta significa immergersi in un viaggio sensoriale che attraversa decenni di sapienza pasticcera, dove ogni ingrediente racconta una storia di dedizione e passione. La particolarità di questo dolce risiede nella sua struttura ariosa, ottenuta grazie a una lavorazione attenta degli albumi montati a neve, che conferiscono quella texture angelica che ha dato il nome alla preparazione. Oggi vi guiderò passo dopo passo nella realizzazione di questo capolavoro, condividendo segreti e accorgimenti che renderanno la vostra torta degna della tradizione delle sorelle Simili.
30
40
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione dello stampo e del forno
Preriscaldate il forno a 170°C in modalità statica. Imburrate accuratamente lo stampo a cerniera da 24 cm, prestando particolare attenzione agli angoli e ai bordi. Spolverate con un velo di farina di mandorle, eliminando l’eccesso capovolgendo lo stampo. Questo passaggio è fondamentale per evitare che la torta si attacchi durante la cottura. Foderate il fondo con carta da forno per una sicurezza aggiuntiva.
2. Lavorazione del burro e preparazione base
Fate sciogliere il burro a bagnomaria metodo di cottura dolce che utilizza il vapore acqueo oppure nel microonde a bassa potenza, facendo attenzione a non farlo friggere. Lasciatelo intiepidire. Nel frattempo, setacciate insieme la farina 00, l’amido di mais e la farina di mandorle in una ciotola capiente. Questo procedimento elimina i grumi e incorpora aria, rendendo l’impasto più soffice.
3. Montatura degli albumi
Separate gli albumi con estrema cura, assicurandovi che non vi sia traccia di tuorlo, poiché anche una minima quantità di grasso impedirebbe la corretta montatura. Versateli nella ciotola della frusta elettrica perfettamente pulita e asciutta. Aggiungete il pizzico di sale e iniziate a montare a velocità media. Quando gli albumi iniziano a schiumare, aggiungete lo zucchero semolato gradualmente, un cucchiaio alla volta, continuando a montare. Aumentate la velocità e continuate fino a ottenere una meringa lucida e compatta che formi picchi fermi quando sollevate le fruste.
4. Incorporamento degli ingredienti secchi
Abbassate la velocità della frusta al minimo e incorporate delicatamente lo zucchero a velo setacciato, mescolando con movimenti dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi. Aggiungete poi la miscela di farine setacciate in tre volte, incorporando ogni aggiunta con la spatola in silicone usando movimenti avvolgenti e delicati. È importante essere pazienti in questa fase: movimenti bruschi farebbero perdere l’aria incorporata.
5. Aromatizzazione e mantecatura finale
Unite l’estratto di vaniglia e la scorza di limone grattugiata finemente, mescolando con estrema delicatezza. Prelevate una piccola quantità dell’impasto e mescolatela con il burro fuso tiepido in una ciotolina separata. Questo passaggio, chiamato temperaggio, permette di incorporare il burro senza smontare l’impasto. Versate poi questa miscela nell’impasto principale, incorporandola con movimenti circolari dal basso verso l’alto.
6. Cottura e raffreddamento
Versate delicatamente l’impasto nello stampo preparato, livellandolo con la spatola senza comprimere. Infornate nel forno già caldo e cuocete per 40 minuti senza aprire lo sportello durante i primi 30 minuti. La torta è pronta quando risulta dorata in superficie e uno stecchino inserito al centro esce asciutto. Spegnete il forno e lasciate la torta all’interno con lo sportello socchiuso per 10 minuti. Questo eviterà uno shock termico che potrebbe farla sgonfiare. Sfornatela e lasciatela raffreddare completamente nello stampo prima di sformarla.
7. Finitura e decorazione
Una volta completamente fredda, sformate la torta con delicatezza. Spolverate abbondantemente con zucchero a velo usando un setaccio a maglia fine, creando uno strato uniforme che ricordi una coltre di neve. Per un tocco professionale, potete creare decorazioni geometriche usando stencil di carta. La torta angelica si conserva in una scatola di latta per 3-4 giorni, mantenendo intatta la sua sofficità.
Il trucco dello chef
Per verificare che gli albumi siano montati alla perfezione, capovolgete la ciotola: se la meringa non si muove, avete raggiunto la consistenza ideale. Un trucco delle sorelle Simili consiste nell’aggiungere qualche goccia di limone agli albumi prima di montarli per stabilizzare la struttura. Se la superficie della torta dovesse dorarsi troppo velocemente durante la cottura, copritela con un foglio di alluminio. Per un risultato ancora più profumato, potete sostituire metà della farina di mandorle con nocciole tostate e macinate finemente.
Abbinamento perfetto per la merenda
La torta angelica si sposa magnificamente con un tè Earl Grey caldo, il cui aroma bergamotto esalta le note di mandorla e vaniglia. In alternativa, un caffè espresso cremoso contrasta piacevolmente con la dolcezza del dolce. Per i più golosi, un bicchiere di latte di mandorla freddo crea un’armonia di sapori perfetta. Durante le occasioni speciali, un calice di Moscato d’Asti leggermente frizzante accompagna elegantemente ogni boccone, creando un contrasto raffinato tra le bollicine delicate e la consistenza soffice della torta.
Informazione in più
La torta angelica nasce negli anni ’80 nel laboratorio delle sorelle Margherita e Valeria Simili, a Bologna, diventando rapidamente un simbolo della pasticceria italiana contemporanea. Le due sorelle, insegnanti e divulgatrici instancabili, hanno dedicato la loro vita a trasmettere l’arte della pasticceria attraverso libri, corsi e trasmissioni televisive. Questa torta rappresenta la loro filosofia: semplicità negli ingredienti, precisione nell’esecuzione e rispetto della tradizione.
Il nome angelica non è casuale, ma richiama la leggerezza quasi eterea del dolce, ottenuta grazie alla sapiente lavorazione degli albumi montati a neve. La ricetta si ispira alle antiche preparazioni conventuali, dove le suore utilizzavano gli albumi avanzati dalla preparazione dei liquori per creare dolci delicati. La tecnica di incorporamento degli ingredienti, che le sorelle Simili hanno perfezionato nel tempo, garantisce una struttura alveolata e morbida che si scioglie letteralmente in bocca.
Questo dolce ha conquistato generazioni di italiani, diventando un classico delle occasioni speciali ma anche delle merende quotidiane. La sua versatilità permette infinite variazioni: c’è chi aggiunge cacao amaro, chi preferisce aromatizzare con liquori, chi sostituisce parte delle mandorle con pistacchi. Tuttavia, la versione originale rimane insuperabile per equilibrio e delicatezza.



