Nel panorama della cucina italiana contemporanea, pochi nomi brillano con l’intensità di Antonino Cannavacciuolo. Lo chef stellato campano ha rivoluzionato l’approccio al risotto tradizionale, proponendo una tecnica di mantecatura che elimina il burro senza compromettere la cremosità. Il risotto agli asparagi rappresenta un classico primaverile che celebra la stagionalità degli ingredienti, e la versione di Cannavacciuolo si distingue per leggerezza e sapore intenso. La tecnica innovativa prevede l’utilizzo sapiente di olio extravergine d’oliva e parmigiano reggiano, creando un’emulsione perfetta che avvolge ogni chicco di riso. Questa preparazione richiede attenzione costante e movimenti precisi, ma il risultato finale ripaga ogni sforzo con un piatto elegante, cremoso e straordinariamente gustoso.
15
25
medio
€€
Ingredienti
Utensili
Preparazione
1.
Lavate accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente fredda. Con un coltello affilato, eliminate la parte finale più dura del gambo, solitamente gli ultimi 2-3 centimetri. Separate le punte dai gambi tagliando circa 4 centimetri dalla sommità. Tagliate i gambi rimanenti a rondelle di circa mezzo centimetro di spessore. Questa divisione è fondamentale perché le punte cuoceranno separatamente per mantenere la loro consistenza croccante.
2.
In una pentola, portate a ebollizione il brodo vegetale. Aggiungete le rondelle di gambi di asparagi e cuocete per circa 8 minuti a fuoco medio. Questo passaggio arricchisce il brodo con il sapore intenso degli asparagi. Filtrate il brodo con un colino, recuperando le rondelle che frullerete finemente con un mixer a immersione. Questa crema di asparagi sarà il segreto della mantecatura. Mantenete il brodo caldo durante tutta la preparazione del risotto.
3.
In una padella, scaldate due cucchiai di olio extravergine d’oliva. Aggiungete le punte di asparagi e fatele saltare a fuoco vivace per 3-4 minuti. Devono rimanere leggermente croccanti e di un bel verde brillante. Salate leggermente e tenete da parte. Queste punte serviranno come guarnizione finale del piatto.
4.
Tritate finemente la cipolla bianca fino a ottenere una consistenza quasi cremosa. In una casseruola larga dal fondo spesso, versate 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e fate scaldare a fuoco dolce. Aggiungete la cipolla tritata e fatela appassire per circa 5 minuti, mescolando frequentemente. La cipolla non deve assolutamente prendere colore ma diventare traslucida. Un soffritto delicato è la base di un risotto perfetto.
5.
Versate il riso carnaroli nella casseruola con il soffritto. Aumentate leggermente la fiamma e tostate il riso per 2-3 minuti, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno. La tostatura, processo che sigilla l’amido esterno del chicco, è essenziale per ottenere la giusta consistenza. I chicchi devono diventare leggermente traslucidi ai bordi e produrre un caratteristico rumore quando li mescolate.
6.
Versate il vino bianco secco sul riso tostato. Alzate la fiamma e lasciate evaporare completamente l’alcol, mescolando energicamente. Sentirete il profumo intenso del vino che sfuma. Questo passaggio richiede circa 2 minuti. Il riso deve assorbire tutto il liquido prima di procedere con l’aggiunta del brodo.
7.
Abbassate la fiamma a intensità media. Iniziate ad aggiungere il brodo caldo agli asparagi un mestolo alla volta. Aspettate che il liquido sia completamente assorbito prima di aggiungere il mestolo successivo. Mescolate frequentemente ma non continuamente, con movimenti circolari dal centro verso l’esterno. Questa tecnica permette al riso di rilasciare gradualmente l’amido, creando la cremosità naturale. La cottura richiederà circa 16-18 minuti.
8.
Quando il riso è cotto al dente, termine che indica una consistenza leggermente soda al morso, spegnete il fuoco. Aggiungete la crema di gambi di asparagi frullati, il parmigiano reggiano grattugiato e 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva di ottima qualità. Mescolate vigorosamente con movimenti rapidi e circolari per 2-3 minuti. Questo movimento crea un’emulsione perfetta tra l’amido del riso, l’olio e il formaggio. Il risotto deve diventare cremoso e lucido, con una consistenza ondosa. Aggiustate di sale e pepe nero macinato al momento.
9.
Distribuite il risotto mantecato nei piatti fondi preriscaldati. Create una piccola montagnetta al centro. Disponete armoniosamente le punte di asparagi sulla superficie del risotto. Completate con una macinata di pepe nero fresco e, se desiderate, qualche scaglia di parmigiano reggiano. Servite immediatamente per gustare il risotto alla temperatura e consistenza ottimali.
Il trucco dello chef
Il segreto della mantecatura senza burro di Cannavacciuolo risiede nella qualità dell’olio extravergine d’oliva e nel movimento vigoroso durante l’emulsione. Scegliete un olio dal sapore delicato e fruttato, mai troppo intenso. La temperatura è cruciale: il risotto non deve essere bollente durante la mantecatura, altrimenti l’olio non si emulsiona correttamente. Mescolate con energia per almeno 2 minuti, sollevando il riso dal fondo della casseruola. Se il risotto risulta troppo denso, aggiungete un cucchiaio di brodo caldo prima di mantecare. Per verificare la consistenza perfetta, inclinate leggermente il piatto: il risotto deve scorrere lentamente formando un’onda cremosa. Conservate sempre qualche punta di asparago cruda da aggiungere a fine cottura per un contrasto di consistenze interessante.
Abbinamento con vino bianco
Il risotto agli asparagi richiede un vino bianco che ne esalti la delicatezza senza sovrastare il sapore vegetale. Un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore rappresenta la scelta ideale, con la sua freschezza minerale e note floreali che si armonizzano perfettamente con gli asparagi. In alternativa, un Friulano della denominazione Collio offre una struttura leggermente più piena e aromi di mandorla che completano la cremosità del risotto. Per chi preferisce bollicine, un Franciacorta Brut aggiunge eleganza e pulizia al palato. Servite il vino a una temperatura di 10-12 gradi per esaltarne le caratteristiche organolettiche. Evitate vini troppo aromatici o strutturati che coprirebbero i sapori delicati del piatto.
Informazione in più
Il risotto agli asparagi ha origini antiche nella tradizione culinaria del nord Italia, particolarmente in Veneto e Lombardia, dove la coltivazione degli asparagi vanta una lunga storia. La versione tradizionale prevedeva sempre l’uso abbondante di burro nella mantecatura, tecnica che conferiva ricchezza ma anche pesantezza al piatto. Antonino Cannavacciuolo, chef campano trapiantato in Piemonte, ha reinterpretato questa preparazione classica eliminando il burro e valorizzando l’olio extravergine d’oliva, ingrediente simbolo della dieta mediterranea. Questa scelta non è solo salutistica ma anche gustativa: l’olio permette di percepire meglio il sapore delicato degli asparagi senza la componente grassa che il burro apporta. La tecnica di mantecatura con olio richiede maggiore abilità perché l’emulsione è più difficile da ottenere rispetto al burro, ma il risultato è un piatto più leggero, digeribile e moderno. Gli asparagi verdi, ricchi di vitamine A, C, E e acido folico, rendono questo risotto non solo delizioso ma anche nutriente. La stagionalità è fondamentale: gli asparagi freschi di primavera, da aprile a giugno, offrono il massimo del sapore e della tenerezza.



